5 miti da sfatare sull’algoritmo di Instagram

Oggi voglio sfatare quei miti sull’algoritmo di Instagram che girano da tempo e, ti avverto, cambierà il tuo modo di approcciarti a questo social.

Instagram, qualche tempo fa, ha creato un profilo chiamato @creators dove spesso tratta di questi argomenti e chiarisce alcuni aspetti della piattaforma.

Iniziamo!

I miti da sfatare sull'algoritmo di Instagram
I miti da sfatare sull’algoritmo di Instagram.

Miti da sfatare sull’algoritmo di Instagram

Preparati perché sarà dura sentir sbriciolare in un attimo ciò che credevi o ti avevano detto fino ad oggi…

Tutti i tipi di profilo sono trattati allo stesso modo

Hai un profilo personale e vuoi passare ad un profilo aziendale o creator e credi che questo passaggio influisca in meglio o in peggio sul tuo engagement?

Sbagliato.

Instagram ha infatti confermato che tutti i tipi di account sono trattati allo stesso modo dall’algoritmo.

Ogni tipo di account ha funzioni in più e differenti in base all’attività che si vuole svolgere su Instagram, ma questo non influisce sull’engagement né in modo positivo né in negativo.

I commenti “corti” valgono come qualsiasi altro

Non so se ti è mai capitato di leggere le regole di alcuni gruppi POD di Telegram o Instagram in cui ci si scambia Like e commenti.

Tra queste si trova sempre la regola inerente ai commenti che devono essere di almeno 5-6 parole, altrimenti l’algoritmo non lo conteggia “realmente”.

Sbagliato.

Instagram ha infatti confermato che anche un commento di una o due parole, o soltanto un commento contenente una semplice emoji, ha valore per l’algoritmo e viene conteggiato ugualmente come interazione.

Che poi questi gruppi Telegram siano totalmente inutili è un altro discorso.

I primi 30 minuti dopo la pubblicazione di un post NON sono fondamentali per il suo “successo”

Questo mito gira da anni e per molti è una batosta bella forte.

Soprattutto chi utilizza o utilizzava i gruppi POD su Telegram tendeva a pubblicare un post poco prima dell’inizio di un round credendo che il post, che nel giro di 30 minuti otteneva le interazioni dal gruppo Telegram, avrebbe avuto più successo e sarebbe finito in Esplora.

Beh, non è così.

L’algoritmo mostrerà i tuoi post agli utenti che interagiscono regolarmente con il tuo profilo, qualsiasi sia il tipo di interazione.

Questo vuol dire che continuerà a mostrarlo allo stesso modo anche dopo i 30 minuti dalla pubblicazione del post.

L’importante è capire quando pubblicare i propri post e farlo in un orario dove i tuoi follower sono spesso online, per tenere alto il numero di interazioni.

Foto e video hanno la stessa importanza (quasi)

L’algoritmo di Instagram non ha una preferenza tra foto e video, ma li tratta allo stesso modo.

Quindi per quale motivo si dice che i video hanno un alto tasso di interazioni rispetto alle foto?

Semplicemente perché sono gli utenti a preferire questo tipo di contenuti. Quindi se un utente interagisce più spesso con i video, l’algoritmo gli mostrerà più contenuti video sia sul feed che in Esplora.

Lo stesso per chi interagisce di più con le foto.

Quindi perché quel “quasi”?

Secondo me Instagram non è stato molto sincero su questo punto, ed il motivo è molto semplice.

In Esplora, infatti, un video prende lo spazio di 4 foto e quindi ha più visibilità rispetto ad un classico post con un’immagine o una foto. Mentre per quanto riguarda i Reels prende l’intero spazio in evidenza e se si scorre giù gli spazi che occupa sono 2 a causa del formato verticale.

Quindi saranno anche trattati allo stesso modo dall’algoritmo, ma i video avranno sempre un vantaggio in più grazie al modo in cui vengono mostrati su Esplora.

Le interazioni false non vengono conteggiate dall’algoritmo

L’algoritmo di Instagram è molto intelligente e capisce da dove vengono le interazioni. Quindi le interazione false provenienti da bot o gruppi POD (di cui ho accennato prima), non vengono conteggiate dall’algoritmo.

Per questo motivo i gruppi Telegram di scambi like e commenti sono totalmente inutili ed una gran perdita di tempo. Anche se tu vedrai millemila like e commenti sul tuo post provenienti da gruppi Telegram, queste interazioni saranno semplici vanity metrics e per l’algoritmo valgono zero.

Forse questa strategia poteva funzionare anni fa quando l’algoritmo non era così “preparato” e sorvolava certe cose, ma ora è totalmente inutile.

Conclusioni

Come hai potuto capire, non c’è un modo per fregare l’algoritmo ma bisogna soltanto capire come funziona e costruire una strategia in base al suo funzionamento.

Questi falsi miti non hanno fatto altro che far perdere tempo a tantissimi utenti credendo di poter aggirare l’algoritmo per poter aumentare il numero di follower e migliorare l’engagement.

Ma tutto ciò che conta sono sempre i contenuti.

Conoscevi già qualcuno di questi falsi miti? Fammelo sapere nei commenti.

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