Smart working: cos’è e differenza con remote working e home working

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No, Smart working non vuol dire lavorare da casa.

Il termine lavoro agile, utilizzato spesso ultimamente, viene subito affiancato allo smart working: ma è sbagliato e in questo articolo vedremo il motivo.

Cos’è lo smart working?

Smart working vuol dire lavorare per obiettivi e non prevede vincoli orari o, comunque, una certa flessibilità oraria. Sostanzialmente potresti lavorare 1 ora al giorno per raggiungere l’obiettivo prefissato dall’azienda per cui lavori.

Tutto sta in una grande capacità di organizzazione e fiducia.

Non vuol dire nemmeno lavorare esclusivamente da casa. Potrebbe essere fatto dall’ufficio stesso, dal bar sotto casa, dalla spiaggia, dal parco del proprio paese o dalla propria auto. 🙂

È quando l’azienda dà ai propri dipendenti libertà, autonomia e responsabilità. Tutto questo si trasforma poi in valorizzazione dei singoli dipendenti.

Un dipendente che lavora in questo modo si sente importante. Sa che, anche se solo un dipendente, il suo lavoro può dare un grande impatto all’azienda e questo migliora il benessere del dipendente che dell’azienda stessa.

Il fatto, però, è che molte aziende hanno paura di fare questo passo. Hanno paura di dare troppe responsabilità ai propri dipendenti.

Manca la fiducia e per molti è troppo rischioso: questo nuovo modo di lavorare (in Italia ovviamente) che abbiamo visto di recente a causa della pandemia, dunque, non può chiamarsi smart working.

C’è da dire anche che lo smart working non è per tutti.

Il lavoratore deve poter essere autonomo, responsabile e deve avere il giusto mindset, la giustà mentalità per poter svolgere il tipo di lavoro che fa in smart working.

Un’azienda che utilizza, a parer mio, una forma molto avanzata e rivisitata dello smart working è Netflix.

Leviamoci dalla mente che smart working vuol dire lavorare da casa.

A Netflix si lavora in ufficio ma in modo che si possa definire smart working.

La politica aziendale va a favore dei propri dipendenti: gli stipendi sono tra i più alti rispetto ad altre aziende, tutti hanno a disposizione ferie illimitate e nessuno (nemmeno i manager) può dire qualcosa in contrario a riguardo, tutti hanno voce in capitolo e anche l’ultimo dei dipendenti può portare avanti la propria idea se questa fa bene all’azienda.

Questo secondo me significa smart working, questo è il lavoro agile.

Se ti interessa l’argomento ti consiglio di leggere il libro L’unica regola è che non ci sono regole” di Reed Hastings, CEO di Netflix, dove parla proprio del modo in cui Netflix ha innovato l’azienda e come ha voluto distinguersi dalla altre.

La domanda sorge spontanea: chi lavorava in ufficio e ora è costretto a lavorare da casa…che sta a fà?

Smart working o remote working?

Leggi anche: Smart working: pro e contro di questa modalità di lavoro

La differenza tra smart working, remote working e home working

Abbiamo già visto la definizione di smart working e come questo termine viene erroneamente accostato al lavoro da remoto o, come si dice ultimamente, al lavoro agile.

Quello che fanno molti italiani e altre persone nel resto del mondo che lavoravano in ufficio e sono state costrette dalla pandemia a lavorare da casa è, come dice la parola stessa, home working.

Il remote working, ovvero lavorare da remoto, è molto simile al lavorare da casa, ma con la differenza che si può svolgere anche da altri luoghi diversi dalla propria abitazione.

Ma il remote working, così come l’home working, ha dei vincoli orari da rispettare che potrebbe essere il classico orario d’ufficio 9-17.

Home working vuol dire, in sostanza, svolgere gli stessi compiti che si svolgevano in ufficio rispettando anche gli stessi orari: in poche parole bisogna timbrare il cartellino, anche se virtualmente.

Conclusioni

Spero che con questo articolo tu abbia le idee un pò più chiare sulla definizione di smart working e la differenza con remote working e home working.

In questo periodo incerto in cui la pandemia sta mettendo in difficoltà il mondo intero, in quale situazione ti trovi tra queste citate nell’articolo? Fammelo sapere nei commenti qui sotto.

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