The Last Dance, storia di un mindset infallibile

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Voglio inaugurare la nuova categoria di questo blog dedicato alla crescita personale con questo articolo dedicato a The Last Dance, la serie Netflix sui Chicago Bulls e Michael Jordan.

Ma cosa c’entra Michael Jordan e i Bulls con la crescita personale?

The Last Dance e crescita personale…cosa c’entra?

The Last Dance ti fa entrare nell’atmosfera della squadra di quegli anni, dall’approdo di Michael Jordan ai Bulls fino al suo secondo ritiro dalle scene.

Questa serie ti fa capire quanto la giusta mentalità può portare a risultati formidabili, ma bisogna saper avere e gestire un mindset infallibile.

Ma prima, per capire dove voglio andare a parare, vorrei fare un piccolo riassunto di The Last Dance (non è spoiler, sono fatti realmente accaduti circa 30 anni fa, so…). 🙂

Un giovane Michael Jordan approda ai Chicago Bulls nel 1984 mostrando subito le sue capacità, giocando tutte le partite della stagione con una media di 28 punti a partita e 38 minuti giocati in una squadra davvero fallimentare.

Ma nonostante tutto e nonostante dalla stagione dell’86 arriva sempre primo in classifica punti, i Bulls non riescono a vincere la NBA fino allìarrivo di Phil Jackson.

Jackson, fino ad all’ora allenatore in seconda, prende il posto dell’allenatore e subito si nota la differenza arrivando in finale di playoff e perdendo nella finalissima.

Per le successive 3 stagioni, invece, i Chicago Bulls portano a casa il titolo (che non avevano mai vinto fino a quel momento).

Poi il ritiro di Jordan fa crollare un po’ il team fino al suo ritorno 2 anni dopo.

Con il ritorno di Michael Jordan arrivano altre 3 vittorie consecutive del titolo NBA fino al suo secondo ritiro nel ’98 e il licenziamento dell’allenatore Jackson (e ad oggi quella del ’98 è l’ultima vittoria della NBA dei Bulls).

Dopo questa breve introduzione, dove voglio arrivare? Qual è il punto?

“Sei la media delle 5 persone che frequenti di più.”

Non può esserci frase più azzeccata per questo contesto.

Jordan è stato uno dei migliori sin dal suo esordio, ma senza l’allenatore e compagni di squadra giusti non è riuscito a portare il team alla vittoria del titolo: a volte raggiungere obiettivi così importanti da soli è impossibile.

L’allenatore Phil Jackson ha portato positività all’interno della squadra e Michael Jordan, con il suo mindset e la sua voglia di mettersi sempre in competizione, ha trasmesso questa positività (a modo suo) ai suoi compagni.

Io vedo Jackson non solo come l’allenatore della squadra, ma come il mentore: ed è questo che devi trovare anche tu nella vita per raggiungere i tuoi obiettivi.

Ma devi vedere il mentore non dov’è adesso, ma il suo percorso: quello che ha fatto per arrivare dov’è adesso.

Una volta trovato questo mentore, circondati di 4 o 5 persone che ti supportino, ti motivino oppure che ti sfidino, che si mettano in competizione con te.

In questo modo riuscirai a dare il massimo, avrai il giusto mindset per raggiungere i tuoi obiettivi e ti sveglierai la mattina con una voglia pazza di metterti al lavoro.

Se ci fai caso è lo stesso approccio che ha usato Michael Jordan nella sua carriera da giocatore, e guarda che risultato.

Voglio aggiungere un’ultima cosa che in The Last Dance, giustamente, non viene mostrata. Dopo la vittoria del 6° titolo con i Chicago Bulls e dopo essere stato cacciato, l’allenatore Phil Jackson si prende un anno di pausa.

Dopo l’anno di meritato riposo i Los Angeles Lakers gli affidano la panchina ed inizia così la sua nuova avventura dove, per 3 stagioni consecutive, porta la squadra alla vittoria della NBA.

Vincono nei primi 3 anni dal suo arrivo ed altri 2 negli successivi, per un totale di 5 titoli nei suoi 11 anni di permanenza ai Lakers.

Phil Jackson ha portato alla vittoria una squadra che non vinceva la NBA da 12 anni, e lo ha fatto sin da subito e per ben 3 anni consecutivi.

The Last Dance, è tutto merito del mindset?

Ma tutto questo sarà davvero solo per merito del mindset?

Ovviamente in questo contesto si parla anche di fisicità e tattica, ma io credo che con il giusto mindset tutto il resto viene da sè.

Pensaci, quindi, Michael Jordan sarebbe diventato Michael Jordan senza il suo mindset vincente e la sua voglia di mettersi sempre in competizione?

I Chicago Bulls con l’allenatore Phil Jackson avrebbero mai vinto 6 campionati senza il giusto mindset?

Io non credo proprio, e tu?

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