Quando costruiamo una landing page, ossia la pagina pensata per ricevere il traffico degli utenti che poi dovranno (o potranno) acquistare un prodotto o un servizio che vendiamo, ci occupiamo di costruirla con tutti i crismi del caso: titolo breve ma efficace, contenuto schematico ma esauriente, call to action posizionate in maniera ordinata; ci occupiamo di adottare strategie per ottimizzare il posizionamento sui motori di ricerca e ci affidiamo a uno o più analisi SEO per verificarne l’efficacia. A questo segue un passaggio apparentemente più semplice, ma quasi sempre molto complicato: capire cosa fare e come farlo per promuovere la tua landing page.
Una pagina di atterraggio può presentarsi equilibrata, efficace, armoniosa nei contenuti, nelle immagini e nell’organizzazione, ottimizzate per il posizionamento sui motori di ricerca, ma se non viene veicolata ai potenziali clienti in modo corretto, non porta a nulla. Se non pensi a delle strategie per promuovere la tua landing page, sprecherai tutte le ore di lavoro o i soldi spesi per crearla. La domanda sorge ora spontanea: è possibile sfruttare i social network per promuovere la tua landing page? La risposta non può che essere affermativa.

Landing page su Facebook
Prendiamo il caso di Facebook, il social che ancora oggi si dimostra più efficace e immediato per creare una strategia di marketing efficace. Il motivo è semplice: creare una pagina della propria attività o del servizio che pubblicizziamo è immediato e alla portata di tutti.
Possiamo condividere una landing page con i nostri seguaci con un post “semplice”, copia-incollando il link di riferimento e generando un’anteprima con immagine, che deve essere in grado di creare interesse nel lettore, che è poi il potenziale acquirente.
Il post deve essere naturalmente corredato da un commento semplice ma diretto, in grado di invogliare l’utente. Questa è la base, gratuita, che tutti possono sfruttare e che può funzionare solo a patto di avere una platea di lettori molto ampia, che sicuramente genererà condivisioni.
Se la nostra è una piccola azienda o un servizio in fase di lancio, non ci conoscerà nessuno e avremo pochissimi follower. Per questo motivo oltre ad ottimizzare la landing page in chiave SEO per comparire in alto nei motori di ricerca, dovremo affidarci ai contenuti sponsorizzati di Facebook.
Investire dei soldi nell’advertising, insomma. Semplice, si potrebbe pensare: imposto un budget, spendo dei soldi e quindi gli utenti fioccheranno sulla pagina web che sponsorizza il mio servizio. Nulla di più sbagliato. Per pubblicizzare una landing page attraverso le sponsorizzate su Facebook è fondamentale:
- fare mente locale sul proprio target di riferimento: a chi si rivolge il mio servizio? Chi potrebbe acquistare i miei prodotti? Bisogna pensare all’età del consumatore potenziale, al genere (se maschio o femmina), all’età, alla geolocalizzazione
- individuare i tag, ossia le parole chiave che individuano il nostro servizio o prodotto. Se con la nostra pagina vogliamo spingere la vendita di una lacca per capelli, ci concentreremo su parole chiave come “acconciatura”, “lacca capelli”, “prodotti bellezza”
- scrivere in maniera efficace il messaggio che accompagna l’anteprima della propria landing page. Non deve essere troppo lungo e allo stesso tempo deve essere esaustivo. L’obiettivo è quello di interessare l’utente utilizzando poche parole, invogliarlo a cliccare. Nota bene: con un annuncio pubblicitario su Facebook non vendiamo un prodotto, ma incuriosiamo un utente. Sarà poi la landing page per passi successivi a spingere all’acquisto (o a scaricare un ebook, iscriversi una mailing list, a seconda della funzione della nostra pagina).
Non è ancora sufficiente. Pensare di affidarsi ad un posto pubblicitario sui social e sperare che possa funzionare non basta. Bisogna fare di più. Per questo per promuovere una landing page in maniera efficace è consigliabile fare un A/B test, quell’esperimento utilizzato nel marketing per valutare quale variante sia più efficace.
Detto in altre parole, bisognerà creare diverse versioni dello stesso annuncio, che differiscano per contenuto testuale, per l’immagine utilizzata nell’anteprima e anche per il target di riferimento.
L’obiettivo è quello di fare degli incroci, cambiare dei dettagli e capire su quale “annuncio tipo” investire il proprio budget per promuovere la propria landing.
Sponsorizzate su Instagram per la propria pagina
Allo stesso modo che su Facebook, negli ultimi anni è diventato molto efficace, e alla volte anche di più, promuovere una landing page su Instagram. Le modalità sono simili, cambiano ovviamente il tipo di post e contenuti e il modo in cui si intende promuoversi.
Partendo da soluzioni gratis, e quindi poco efficaci a meno di essere un grosso brand (questo è un dato di fatto), è possibile sfruttare un post semplice, quindi con immagine ad effetto e di alta qualità, caption laterale “ad hoc”, efficace ed esaustiva e rimandare ad un link che inseriremo nella descrizione del profilo. La funzionalità vera di questa strategia, per vendere un servizio e rimandare a una pagina web è vicina allo zero.
Per chi ha più di 10mila follower, è possibile pubblicizzare la propria landing page sfruttando le Stories. Qui bisognerà pensare ad un contenuto verticale efficace, meglio se video, naturalmente di una durata di non più di 15 secondi, e invogliare a fare “swipe up”. Se la tua mente creativa ti permette di creare un contenuto accattivante, si tratta di una strategia perfetta e che può dare i suoi frutti: ossia reindirizzare i tuoi follower alla tua landing.
In alternativa ci sono i contenuti a pagamento, e in questo caso sarà necessario rifarsi a tutte le strategie che vi abbiamo elencato sopra per Facebook: individuare il target di riferimento, pensare il contenuto in un certo modo, fare dei test. Le sponsorizzate su Instagram possono essere sfruttate tanto nelle storie, quanto nei post, quelli in cui normalmente non si possono inserire link. Si crea un post efficace, con un’immagine accattivante, si inseriscono contenuto e hashtag adeguati, il link alla landing page e il budget. E il gioco è fatto.







